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D.M. 18/09/2001 n. 468

- Principali caratteristiche ambientali. I terreni affioranti nell'area sono costituiti da litotipi a permeabilità elevata (ghiaie sabbiose). La collocazione nel contesto urbano di Milano, la vulnerabilità della falda, la tipologia e pericolosità degli inquinanti (metalli pesanti, IPA, BTX, ferrocianuri) rendono lo stato di compromissione dell'area ad elevato rischio ambientale e sanitario.

- Costi di messa in sicurezza e/o bonifica. I costi di bonifica dell'area sono stati così stimati: bonifica 48,00 miliardi; costi già sostenuti: 0,495 miliardi; risorse disponibili: 24,66 miliardi; risorse da reperire: 23,34 miliardi.

- Piano di caratterizzazione. In tempi recenti, dal 1995 al 1999, sono state effettuate otto campagne di indagine consistenti in: sondaggi a carotaggio continuo; scavi di esplorazione; prelievo ed analisi chimiche di campioni di terreno; prelievo ed analisi di gas interstiziale; messa in opera di piezometri a profondità variabile tra 30 e 80 m per la misura mensile dei livelli statici; prelievo ed analisi chimiche di campioni d'acqua di falda.

- Progetto di messa in sicurezza e/o bonifica. Lombardia Comune - Località. Cerro al Lambro (Milano) - Località Cascina Gazzera.

- Tipologia dell'intervento. Bonifica e ripristino ambientale di aree inquinate da melme acide e da terre decoloranti esauste.

- Perimetrazione. Il sito è costituito da due aree, denominate "Danelli" e "Montana", interessate dallo scarico abusivo di melme acide, derivanti dalla raffinazione degli oli usati, e di terre decoloranti esauste. La prima area, più a settentrione, ha una superficie di 16.000 m2 mentre la seconda, più meridionale, ha un'estensione di circa 35.000 m2 e contiene melme acide ad elevata acidità, con notevole sviluppo di gas contenenti zolfo. Nelle immediate vicinanze sono presenti un'area con depositi di terre decoloranti ed un'area di melme acide immerse nel fiume Lambro. L'area Montana presenta pozze di profondità pari a circa 1,5 m con melme acide a media acidità, aree con depositi di terre decoloranti e un'area con croste bituminose e melme mescolate con sabbia.

- Principali caratteristiche ambientali. Il sito ubicato sulla scarpata prospiciente l'alveo del fiume Lambro, sponda destra, ha delle quote dei terreni variabili tra 68 e 81 m s.l.m. Il centro abitato più vicino, Cerro al Lambro, è situato circa 1 km a nord del sito. I vincoli gravanti sull'area sono i seguenti: Legge n. 431/1985 (Galasso) (art. 1, lettera c); Legge regionale n. 86/1983 - Area di rilevanza ambientale (sud Milano, Medio Lambro); Legge regionale n. 24/1990 - Parco agricolo sud Milano. Le aree di interesse sono caratterizzate dall'affioramento di formazioni alluvionali quaternarie, tipiche di questo tratto di pianura Padana, costituite da sabbie e ghiaie fini. La vulnerabilità della falda è medio-alta e quindi lo sversamento sul terreno di rifiuti pericolosi, con il loro carico di sostanze tossiche, rappresenta un effettivo elevato rischio per le acque sotterranee. La pericolosità degli inquinanti, il loro diretto contatto con le acque fluviali, la formazione di esalazioni di gas irritanti, la rilevanza ambientale dell'area portano a considerare la situazione del sito come ad elevato rischio sanitario ed ambientale.

- Costi di messa in sicurezza e/o bonifica. I costi di bonifica dell'area sono stati così stimati: bonifica: 82,5 miliardi; finanziamento già accordato: 0,5 miliardi (regione Lombardia, Legge regionale n. 94/1980); risorse disponibili: 34 miliardi; risorse da reperire: 48 miliardi. L'intervento sul sito è stato inserito nel Progetto strategico 7.1.1 "Pianificazione delle aree contaminate e realizzazione dei progetti di bonifica con l'alta sorveglianza della regione".

- Piano di caratterizzazione. Il Piano di caratterizzazione, elaborato e trasmesso al comune di Cerro al Lambro con nota del 20 luglio 1999, è stato esaminato dal Comitato tecnico, ex art. 17 Legge regionale n. 94/1980 nella seduta del 9 novembre 1999.

- Progetto di messa in sicurezza e/o bonifica. Il progetto definitivo, assimilabile all'esecutivo, elaborato e trasmesso al comune di Cerro al Lambro con nota 20 luglio 1999, è stato esaminato dal Comitato tecnico, ex art. 17 Legge regionale n. 94/1980 nella seduta del 9 novembre 1999. In data 12 dicembre 2000 si è avuta l'inizio delle attività di cantiere per un primo lotto degli interventi per un importo di circa 56 miliardi. Marche Comune - Località. Civitanova Marche, Montecosaro, Morrovalle (Macerata) Porto Sant'Elpidio, Sant'Elpidio a mare (Ascoli Piceno)

- Tipologia dell'intervento. Bonifica e ripristino ambientale del Basso Bacino del fiume Chienti.

- Perimetrazione.

- Principali caratteristiche ambientali. I terreni sono costituiti prevalentemente da alluvioni sabbioso -ghiaiose molto vulnerabili. La situazione ambientale è molto critica in quanto l'inquinamento ha interessato molti pozzi privati utilizzati a scopo idropotabile nonchè i pozzi delle centrali di sollevamento degli acquedotti di Montecosaro e Civitanova Marche, situati a valle dei punti di sversamento, costringendo i comuni interessati a spendere ingenti cifre per la depurazione e potabilizzazione delle acque contaminate. Sono in corso procedimenti giudiziari nei confronti di alcune aziende del settore calzaturiero all'interno del perimetro o nelle cui aree circostanti sono stati sversati rifiuti liquidi a base di sostanze alogenate.

- Costi di messa in sicurezza e/o bonifica. I costi di bonifica dell'area sono stati cosi stimati: Caratterizzazione 0,60 miliardi di lire Messa in sicurezza del terreno 2,00 “ Messa in sicurezza delle acque di falda e dei siti inquinati 4,00 “ Monitoraggio e controlli 0,25 “ Interventi di messa in sicurezza del campo pozzi uso idropotabile del 1,50 " comune di Civitanova: Totale costo intervento 8,35 miliardi di lire

- Piano di caratterizzazione. In passato e nel periodo marzo/agosto 1999 sono state effettuate analisi chimiche sulle acque di falda, che hanno evidenziato una vasta area con valori di concentrazione di tricloroetano e di percloroetilene maggiori di 30 microgrammi/l.

- Progetto di messa in sicurezza e/o bonifica. È stata elaborata la progettazione di massima, con la stima dei costi complessivi. Molise Comune - Località. Guglionesi (Campobasso) - Macchie.

- Tipologia dell'intervento. Bonifica e ripristino ambientale di un ex impianto di lombricoltura (Guglionesi II).

- Perimetrazione. L'area in oggetto (S = 8 ettari) era stata inizialmente autorizzata per la realizzazione di un impianto di selezione di RSU per il successivo processo di compostaggio, con annesso un impianto di allevamento di lombrichi da alimentare con il composto ottenuto dal trattamento dei rifiuti. La gestione impropria ed abusiva dell'impianto, con lo stoccaggio nell'impianto di quantitativi ingentissimi di rifiuti di provenienza civile ed industriale (RSU, fanghi di depurazione civile, di conceria, di natura agro-alimentare, di cartiere, etc.), ha provocato l'inquinamento del sito da metalli pesanti (prevalentemente cromo e mercurio, presenti in elevate quantità nei fanghi trattati nell'impianto). La situazione ambientale è aggravata dal fatto che gli inquinanti presenti sono dilavati dalle acque superficiali, che scorrono lungo le numerose piccole incisioni dell'area, e si infiltrano nel terreno raggiungendo la falda idrica subsuperficiale, avente una circolazione di modesta entità.

- Principali caratteristiche ambientali. Morfologicamente l'area in oggetto è costituita da una fascia di raccordo tra i rilievi collinari su cui sorge l'abitato di Guglionesi e il fondovalle del fiume Biferno. Le pendenze sono modeste e non sono presenti fenomeni di instabilità dei versanti.

- I terreni affioranti sono argillosi - sabbiosi - conglomeratici.

- Costi di messa in sicurezza e/o bonifica. I costi di bonifica dell'area sono stati cosi stimati: bonifica 4,000 miliardi di lire Monitoraggio 0,060

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------ Totale 4,060 "

- Piano di caratterizzazione. Nel 1990 furono eseguite dal PMP di Campobasso analisi chimiche su campioni di fanghi provenienti da industrie extra regionali, utilizzati all'interno dell'impianto; le analisi evidenziarono la presenza di quantità anomale di cromo e mercurio, in concentrazioni superiori a quelle riportate nella tabella 1.1 della deliberazione C.I. 27/7/84 (classificazione: rifiuti tossico-nocivi).

- Progetto di messa in sicurezza e/o bonifica. È stato elaborato un progetto di messa in sicurezza del sito, consistente nella realizzazione di un diaframma plastico perimetrale continuo, composto da palancole in HDPE giuntate longitudinalmente e messe in opera all'interno di un cavo realizzato con progetto, ed immettendo a fondo cavo, prima della posa delle palancole, prodotti impermeabilizzanti quali resine, argilla o prodotti similari. L'intervento dovrebbe essere completato da una contemporanea copertura dell'area occupata dai rifiuti con uno strato di terreno impermeabile compattato e con un successivo strato di uguale spessore di terreno sabbioso, vegetale, opportunamente piantumato con essenze autoctone. Durante l'intervento è previsto un piano di monitoragio e controllo consistente nella realizzazione di 14 piezometri lungo il perimetro esterno al diaframma impermeabile e nel prelievo ed analisi chimica di campioni di aria, suolo e acque superficiali e sotterranee. Piemonte Comune - Località. Torino - Località Basse di Stura.

- Tipologia dell'intervento. Bonifica e ripristino ambientale della zona del parco fluviale contaminata dallo smaltimento abusivo di rifiuti industriali.

- Perimetrazione del sito. L'area, che ha un'estensione di circa 135 ettari, è compresa in una zona di parco fluviale (riva destra del fiume Stura di Lanzo) ed è praticamente interna al tessuto urbano della città di Torino. Essa si trova nella periferia nord della città, all'interno di un quadrilatero definito dalla sponda destra del fiume Stura di Lanzo a nord, dalla superstrada per Caselle a est, da via Reiss Romoli a sud e dalla strada dell'aeroporto a ovest. L'area è stata oggetto di smaltimento abusivo di rifiuti industriali e non fin dal secondo dopoguerra. Le principali tipologie di rifiuti sono riconducibili alle attività siderurgiche, come sali da rifusione dell'alluminio e scorie di fonderia. Altre tipologie di rifiuti sono costituite da fanghi e morchie oleose, idrocarburi, etc. Le molte cave disseminate lungo il corso del fiume hanno comportato un notevole degrado generale nonchè facilitato l'interramento abusivo di rifiuti.

- Principali caratteristiche ambientali. La zona si colloca all'interno del conoide della Stura di Lanzo; si tratta di una struttura costituita dalla sovrapposizione dei depositi di origine fluviale e fluvioglaciale di età quaternaria separati da scarpate di terrazzo. I depositi a quote più elevate sono costituiti da sedimenti fluvioglaciali mentre quelli a quote inferiori corrispondono ai depositi alluvionali recenti ed attuali dei corsi d'acqua. Litologicamente i depositi sono costituiti da sabbia e ciottoli in matrice medio - fine con locali lenti e livelli limoso argillosi intercalati a livelli sabbiosi. In profondità sono presenti depositi marini pliocenici caratterizzati da litotipi sabbiosi, argillosi e marnosi. I depositi alluvionali superficiali, di spessore variabile tra 20 e 40 m, hanno permeabilità elevata e sono sede di una falda freatica collegata all'idrografia superficiale. Sotto i depositi grossolani sono situati limi e argille intercalati a livelli sabbioso - ghiaiosi, sede di falde in pressione. La soggiacenza media della falda freatica è di circa 7 m dal p.c., con escursioni annuali di 1-3 m. La direzione di flusso delle acque sotterranee è prevalentemente disposta lungo

- Costi di messa in sicurezza e/o bonifica. I costi di bonifica dell'area sono stati così stimati: bonifica 56,88 miliardi di lire

- finanziamento già accordato 20,00 " “

- importo richiesto 36,88 "

- Piano di caratterizzazione. In passato sono state effettuate analisi dei suoli e delle acque sotterranee, che hanno evidenziato valori di contaminazione significativi sia per i terreni (Cr, Ni, Cu, Cd, Co, Pb e Zn) che per la falda (Cr, Ni e cloruri). Altre sostanze inquinanti, rilevate dalle analisi di campioni prelevati nell'area, sono costituite da idrocarburi, ammoniaca, fluoruri, nitriti, nitrati e naftalene.

 

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